Finalmente qualcun altro se ne rende conto e ha fatto bene il sindacato a dare le cifre sulle scorte inutili. E' una situazione che conosciamo tutti e che richiede l’attenzione e la responsabilità di ognuno, a partire dai politici e dalle tante personalità che ne beneficiano.
3.500 agenti impegnati nella Capitale significano una spesa in scorte pari a circa 220 milioni di euro all’anno, ci rendiamo conto? Lo capiamo o no che, in larghissima parte, si tratta di soldi che potrebbero essere spesi per attività più importanti? E in questo periodo di crisi profonda, dove i cittadini sembrano gli unici a sapere che è finito l’albero della cuccagna, occorrono atti concreti, servono rigore e attenzione alla spesa, per recuperare risorse utili alla cittadinanza.
Con quegli stessi soldi, ad esempio, potremmo aiutare 25 mila famiglie in difficoltà, che non riescono a pagare un mutuo o un affitto da 700 euro al mese, per un anno intero; oppure potremmo aprire e mantenere un bel po’ di asili nido. Per non parlare delle richieste che arrivano dalla sanità e che noi amministratori non possiamo soddisfare: posti letto da salvare, ospedali da finanziare, macchinari da acquistare, cure mediche da fornire. O anche aumentare di duecento euro al mese le pensioni minime a 100 mila anziani.
Alla gente, ai cittadini servono atti concreti, che richiedono il coraggio e la responsabilità dei politic. Ci sono tante forme di risparmio, attuabili senza troppe alchimie di bilancio. Cominciamo allora, senza se e senza ma, dando un taglio netto alle scorte destinate alla politica e non solo…
Ridurre la spesa per le scorte significa liberare risorse finanziarie che possono essere utilizzate per azioni concrete in favore della gente, ma anche dare una risposta immediata alla domanda di sicurezza che viene dalla cittadinanza, con una maggiore presenza sulle strade delle forze dell’ordine.
Si tratta di una scelta coraggiosa. D’altra parte, un fatto è certo: fare il politico o l’uomo di spettacolo non lo prescrive il medico, per cui occorre che ce ne assumiamo le responsabilità e i rischi!



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