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Rimbalzano sulle prime pagine dei giornali, le condivisibili proposte dei ministri Calderoli e Tremonti: taglio del 5% degli stipendi dei politici, suggerisce il primo, scure del 10% su quelli di ministri e sottosegretari, rilancia il titolare dell'Economia. Premetto che mi trovano entrambe d'accordo: in tempi di crisi come quella attuale, una crisi che supera i confini nazionali ed investe il mondo intero, i primi a dover dare il buon esempio siamo noi, che delle Istituzioni siamo i rappresentanti. Se non parte da noi, sia chiaro, perché dovremmo aspettarci un comportamento virtuoso da parte dei cittadini? Tuttavia, credo che in tempi così duri, sia giusto fare di più, dimostrare il coraggio e la responsabilità che deriva dal nostro ruolo. Perché, allora, non cominciare da un taglio alle scorte? Con la stessa responsabilità con cui siamo chiamati a rappresentare il nostro elettorato, potremmo responsabilmente assumere il rischio che il mestiere da noi scelto ci impone riinunciando alla scorta: non ce l'ha mica ordinato il medico di fare politica, o sbaglio? Piccoli passi concreti, senza troppe alchimie di bilancio per restituire risorse e uomini alla cittadinanza. I soldi risparmiati - e non parliamo di bruscolini, ma di centinaia di migliaia di euro all'anno per una scorta di due uomini e una vettura blindata - potrebbero essere messi immediatamente in circolo per nuovi commissariati, nuove volanti, nuove assunzioni di agenti; gli uomini di scorta, poi, restituiti alla cittadinanza, a pattugliare le zone più a rischio delle Città. Ecco, appunto, una risposta concreta alla richiesta sempre crescente di sicurezza che parte dai cittadini. Gilberto |




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